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"Non è mai morto
ciò che è eterno"

POLITICA
XXI° della scomparsa di Adriana Pontecorvo
30 marzo 2008




permalink | inviato da diogene38 il 30/3/2008 alle 20:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
LA CARRIERA DI LUCIANO VIOLANTE
30 marzo 2008


7 agosto 1974
traduzione dal carcere alla Procura
per essere interrogata
per 14 ore dal giudice istruttore
il carnefice "democratico" Luciano Violante

PONTECORVO ADRIANA:

DEVE DISPORSI IL SUO RINVIO A GIUDIZIO: e’ stata infatti la principale collaboratrice del francia per quanto attiene all’organizzazione e all’attività del Movimento Ordine Nuovo in Torino; coordina il Movimento durante la latitanza del Francia come risulta dalla documentazione affidata al Garrone (,,,UNA LETTERA PERSONALE! ndr…); ha partecipato al campo del 1972 ed ha svolto specifiche funzioni di collegamento durante il campo tenutosi nel 1967 (falso. In realtà non attribuibile a Ordine Nuovo ma al Movimento Sociale Italiano. Quel campeggio fu organizzato da Ugo Martinat che con i suoi giovani fece una “incursione” in un collegio femminile oltre il confine, in Francia…, e nulla aveva a che fare con O.N. ed ancor meno con Adriana Pontecorvo). In realtà quella fantasiosa accusa fu mossa basandosi su dichiarazioni del “pentito” Pecoriello, di Avanguardia Nazionale, rese al “democratico” giudice istruttore Luciano Violante che fece man bassa di false dichiarazioni, false testimonianze, falsi “documenti”, false perizie per montare delle false accuse volte a costruire il trampolino di lancio della sua inarrestabile carriera, fino a diventare Presidente della Camera dei Deputati. Fino ad essere nominato Presidente della Commissione per le Riforme costituzionali!

Adriana sarà condannata per “Cospirazione politica mediante associazione” a 3 anni e sei mesi di carcere trascorsi in varie fasi fra le Carceri Nuove di Torino e Rebibbia a Roma. Sarà rinchiusa nelle stesse celle di appartenenti alle B.R. e ai N.A.P., cosa che la lascerà del tutto indifferente ma che ne conquisterà la stima. Sarà distrutto il suo lavoro e quello della sua famiglia. Risulterà pregiudicata la vita di suo figlio. Si aggraveranno le condizioni di salute dei suoi genitori che, nel giro di poco tempo, perderà. La sua salute ne risulterà gravemente minata fino a quando, nelle prime ore del primo aprile del 1987 la sua pur forte fibra non resse ulteriormente alle sofferenze che la vita le aveva inflitto. Sulla sua bara volle l’insegna ordinovista. Ai suoi funerali era presente Gastone Tarasconi, in rappresentanza degli ex combattenti, con un’autentica bandiera della Repubblica Sociale Italiana, ai cui ideali Adriana era stata educata da suo padre Arturo, amico di Giuseppe Solaro.

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