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"Non è mai morto
ciò che è eterno"

politica interna
FACILI PREVISIONI
7 marzo 2008


volantino del M.P.O.N. di Torino - marzo 1973

FASCISMO A SINISTRA?

Da «Lotta Continua» a «Potere Operaio », dal «Partito Comunista marxista· leninista d'Italia» a «Lotta Comunista », dalle« Brigate Rosse» ai «GAP »: è tutto un fiorire di iniziative sovversive, che « perseguono finalità antidemocratiche, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica, propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione ». Esattamente com'è pre­visto dalla legge 20/6/52 n. 645 (la famigerata « legge Scelba) », volta a reprimere le attività e le organizzazioni «fasciste ».

A sinistra si rapina, si uccide, si rapisce, si ricatta, si minaccia, si fa ampio uso del terrorismo, si esalta e si realizza ogni forma d'azione politica violenta ... e tutto si giustifica in nome della mistificazione proletaria.

A destra si deve subire ogni violenza, ogni ricatto, ogni limitazione delle libertà politiche e personali: se si "reagisce", si è messi fuorilegge! ,

Il « sistema» politico italiano, basato sulla democrazia (l) che garantisce la libertà di associazione (!) ha deciso di passare alla fase repressiva più indegna, decidendo, stando ad una nota ufficiosa del Ministero .degli Interni, di mettere fuori legge e di sciogliere l'organizzazione politica « Avanguardia Nazionale ».

Con questa iniziativa il sistema democratico ha sancito il proprio duplice fallimento: .

1° - Il sostenere che, dopo trent'anni di democrazia antifascista, in Italia esista ancora un pericolo « fascista» ... vuol dire riconoscere di aver sbagliato tutto!

2° - Mettere fuori legge un'organizzazione politica, qualsiasi essa sia, di­mostra ancora una volta che non possono esistere regimi democratici, ma coa­lizioni di interessi economici, di compromessi, camuffati da democrazia, sostenuti dalla farsa elettorale che si rinnova ogni cinque anni.

Noi non siamo di « Avanguardia Nazionale », ma non possiamo chiudere gli occhi davanti alla realtà politica che ci si prospetta. La decisione del Ministero degli Interni e del Governo sarebbe di una gravità estrema: sappiamo che potreb­be toccare anche a noi, potrebbe toccare a chiunque di voi.

Noi abbiamo il torto di non voler essere servi, di non voler accettare la schiavitù del nostro popolo, di non voler accettare compromessi con il capitale (come da sempre accade per i partiti del regime, dal P.C.I. al M.S.I.): noi vogliamo essere uomini, vogliamo essere liberi, per questo hanno individuato in noi i più pericolosi nemici di questo sistema politico corrotto e corruttore, di questo sistema che inquina le coscienze. di questo sistema che toglie agli uomini la libertà di essere sé stessi!

Noi, ORDINE NUOVO, già da tempo abbiamo rivelato la falsità e le mistifi­cazioni democratiche; già da tempo abbiamo deciso di combattere il sistema politico che ci opprime; già da tempo sappiamo che la nostra lotta sarà privata di tutti gli strumenti legali riconosciuti e concessi a tutte le altre organizzazioni politiche.

Noi, ORDINE NUOVO, la nostra scelta l'abbiamo fatta da sempre: non sarà certo la repressione democratica clerico-marxista a fermarci; non sarà certamente una qualsiasi legge repressiva democratica ad impedirci di continuare la nostra battaglia!

Mov. Pol. ORDINE NUOVO

Cicl. in proprio - marzo 1973


Casella Postale 165 - 10100 Torino


***********************

Il 23 novembre 1973, rendendo esecutiva una sola sentenza di primo grado, il Ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani, contro il parere del Consiglio dei Ministri, che considerava anticostituzionale una simile misura, impose un Decreto Legge con il quale il Movimento Politico Ordine Nuovo era messo fuori legge, anche se in assenza di valide motivazioni.
La repressione più feroce aveva inizio: perquisizioni, sequestri, licenziamenti, carcere, esilio, mandati di cattura a getto continuo, senza fondamento alcuno, perseguiteranno militanti e dirigenti in Italia ed all'estero. Elio Massagrande, fra i fondatori del M.P.O.N. morirà in esilio, come il Segretario Nazionale -anch'egli fra i fondatori- l'indimenticabile e mai dimenticato Clemente Graziani.
Le richieste d'estradizione richieste a Grecia, Inghilterra, Spagna saranno rifiutate, mettendo in ridicolo il Governo italiano. Solo la Germania la concederà, ma solo perchè il Governo italiano mentì spudoratamente, falsificando la documentazione inviata alla Magistratura tedesca, che inizialmente riteneva ridicole le motivazioni addotte. Inutili i ricorsi ad Amnesty International: occorreva avere qualche "padrino" che, evidentemente, non solo non c'erano ma nessuno avrebbe mai voluto avere. Inutili i ricorsi all'A.C.N.U.R. : la risposta - ridicolmente assurda- fu che gli ordinovisti erano stati costretti ad uscire dall'Italia non "per ragioni politiche", ma "per sottrarsi ad un procedimento giudiziario"...!
Contrariamente alle assurde fole diffuse dai "media". mai nessuna "Internazionale Nera" è mai esistita, e gli ordinovisti dovettero affrontare tutte le difficoltà dell'esilio in solitudine e miseria, braccati dalle Autorità italiane, in collaborazione con le polizie dei Paesi in cui erano localizzati.
Non fu facile sopravvivere, come non fu facile per le famiglie e le persone care rimaste in Italia, in ansia per i propri congiunti dei quali solo raramente riuscivano ad avere notizia.
Gli ordinovisti, rimasti in carcere o liberi in Italia, e quanti scelsero di continuare la difesa delle posizioni in esilio, ressero la prova con dignità ed onore. Era e rimane la cosa più importante, per poter essere d'esempio alle generazioni future.

POLITICA
IL M.P. ORDINE NUOVO A TORINO
18 febbraio 2008


LUCIANO VIOLANTE
il Torquemada rosso

 

IL M.P. ORDINE NUOVO A TORINO
di Salvatore Francia


La Reggenza provinciale del M.P. Ordine Nuovo di Torino -in anticipo sulle altre Reggenze- si rese conto di cosa pensava realizzare il Sistema, comprese (si era intuito fin dai tempi di De Lorenzo che il “sistema” intendeva creare le condizioni di contrapposizione fra gli opposti extraparlamentarismi…), che il progetto prevedeva anche l'utilizzazione di elementi e formazioni, possibilmente, dell'area -certo non omogenea- definita di destra, in attività di neutralizzazione di elementi e movimenti di sinistra, e viceversa). Successivamente sarebbe stata loro attribuita la responsabilità dell'annientamento della sinistra (...come se l'operazione fosse stata possibile e semplice...!) e quindi, a sua volta, messa in condizioni di non nuocere.

Con garanzia di sopravvivenza per la partitocrazia, dei suoi epigoni corrotti e corruttori, con garanzia di perpetuazione dei trattati internazionali sottoscritti dalla partitocrazia, di asservimento dell'Italia agli interessi della N.A.T.O. e dell'O.N.U., strumenti politico-militari degli U.S.A. e dei loro interessi nel mondo.

Fu ritenuto fosse doveroso sottrarsi a quella logica micidiale quanto criminale. Da questa considerazione derivò la decisione di andare in montagna nel caso il Sistema avesse deciso di portare avanti il suo progetto di provocazione sino a rischiare la guerra civile.

Nella fase preparatoria, nelle intenzioni, andare in montagna -in caso di golpe- significava conoscere la montagna per poter affrontare eventuali vie di evacuazione di quanti avessero rifiutato di essere coinvolti nei giochi del Sistema. L'evacuazione era prevista verso la Francia e, per la vicinanza del confine, della facile possibilità di isolamento dell'intera vallata, fu scelta la Valle di Susa. I militanti e gli aderenti sarebbero stati messi al corrente di questo piano solo se si fossero presentate le condizioni di emergenza. Erano ovvie le condizioni di estrema riservatezza. Le gite di fine settimana nelle diverse zone avevano questo scopo.

I famosi campeggi del 1970 e del 1972, assurdamente definiti paramilitari, hanno avuto quindi lo scopo esclusivo di sottrarsi ad un eventuale scontro con le sinistre, a nome e per conto del Sistema e della N.A.T.O., e quello di evacuare verso la Francia quanti lo avessero desiderato.

Luciano Violante, magistrato militante nell'estremismo comunista di Potere Operaio, a suo tempo perse un’occasione unica di capire cosa stava succedendo in Italia: indubbiamente la sua non é stata trascurabile collaborazione al progetto U.S.A.-N.A.T.O. che, solo più tardi, dopo l'esperienza quasi decennale di peregrinazioni -fra carceri ed esilio- attraverso l'Europa di numerosi militanti ordinovisti, si é compreso quanto fosse vasto ed articolato.

Nel frattempo il Centro di Torino approfondisce lo studio ed i termini della socializzazione corporativa con una serie di ipotesi istituzionali assolutamente innovative nel contesto politico italiano ed europeo, in alcuni punti ispirate dalle intuizioni del primo falangismo spagnolo. Le tesi torinesi avrebbero dovuto -logicamente e doverosamente- passare al vaglio del dibattito interno prima ed esterno in un secondo momento, quando fosse stata verificata la validità di quelle linee eterodosse che volevano la rappresentanza popolare articolata -su base corporativa- su una selezione che seguisse la linea verticale azienda-comune-provincia-regione-camera nazionale dell'economia e della produzione; la socializzazione integrale delle aziende (realizzando, in fondo, un principio che fu già di Mazzini) che voleva nelle stesse mani lavoro-capitale-mezzi di produzione; nazionalizzazione del sistema bancario e degli istituti finanziari, loro ristrutturazione e creazione delle banche corporative, ognuna facente capo ad un determinato settore produttivo che raccogliesse tutte le attività ad esso connesse, coordinate dalla banca centrale; attribuzione allo Stato della programmazione delle attività produttive in collaborazione con le corporazioni, preposte alla loro realizzazione; azzeramento della sovrastruttura fiscale, con prelievo del fabbisogno direttamente dalle banche corporative (che gestiscono tutte le risorse finanziarie del proprio settore), la cui proprietà é di tutti gli addetti al rispettivo settore di produzione: il prelievo avverrebbe, sulla base di criteri prestabiliti, ai diversi livelli di gestione (azienda, comune, provincia, regione, Stato) ognuno responsabile del proprio livello di attribuzioni; ricerca delegata all'Università, in stretta connessione con i settori produttivi; gratuità di tutti i livelli di studio, seguendo un giusto criterio di selezione (che tenga conto della volontà, dell'intelligenza, dell'impegno, dell'interesse culturale e professionale) istituendo in ogni località vere e proprie cittadelle dello studio e della ricerca dotate dei più moderni strumenti, di alloggi e mense per gli studenti; attribuzione a chi si dedica allo studio di una gratificazione economica che possa compensare le famiglie di provenienza dei mancati introiti da lavoro del congiunto impegnato in attività di studio; abolizione del servizio di leva, istituzione del volontariato non professionale (limitato ad ufficiali e sottufficiali), inserimento dello studio delle materie di interesse militare in ogni grado della scuola e dell'università, con brevi periodi di addestramento, rendere consapevoli i cittadini della necessità di dotarsi degli strumenti necessari alla difesa del territorio in cui vivono -dagli eventuali pericoli interni- e dello Stato-Nazione-Europa di cui fanno parte. Si cercava di elaborare un modulo organizzativo che potesse facilmente -espandendosi- essere adottato da tutti i Paesi europei.

Ordine Nuovo é stato una fucina di idee che hanno saputo forgiare minoranze politiche con una propria originale connotazione rivoluzionaria: forse é questa la ragione per la quale, dopo tanti anni dal suo scioglimento, Ordine Nuovo continua ad essere attaccato, criminalizzato, demonizzato da quanti vedono nella continuità e nello sviluppo del sistema capitalistico-liberale, la fonte delle proprie personali fortune.

Non si può escludere che il cosiddetto documento dal titolo "Appunti per una teoria dell'organizzazione", arbitrariamente attribuito a Salvatore Francia, documento che ha fornito la motivazione ufficiale della condanna a cinque anni di carcere per "cospirazione politica", sia stato confezionato da un qualche servizio preposto all'azione di provocazione ed intossicazione, e fatto recapitare anonimamente all'allora sindaco comunista di Torino Diego Novelli.

Luciano Violante, e come lui molti altri magistrati comunisti militanti in Magistratura Democratica, riuscì a non capire nulla, in quanto implicitamente quanto inconsciamente complice di una strategia che avrebbe distrutto la sua parte politica a livello planetario.

La lettura della sentenza del processo celebratosi a Torino contro il M.P. Ordine Nuovo é illuminante: anche in questo caso le motivazioni sono risibili,[1] inconsistenti, pretestuose, per di più basate sulla attribuzione falsa di elementi assolutamente inesistenti, il tutto montato ad arte secondo la tecnica molto diffusa (é stato fatto rilevare anche al dott. Pierluigi Vigna di Firenze) di voler inquadrare i fatti e la loro interpretazione in modo da dimostrare un teorema precostituito, nella incapacità -in senso proprio o per malafede- di guardare obiettivamente, con distacco e serenità di giudizio i fatti e trarne una legittima interpretazione.

Significativa, a questo scopo, l'interpretazione data da Violante alla storia dei campeggi svoltisi in alta Valle di Susa nell'agosto del 1970 e del 1972, senza alcuna spiegazione e senza prova alcuna definiti paramilitari.

Disse una volta Pino Rauti che, ovunque fosse stato un ordinovista, là sarebbe continuato a vivere Ordine Nuovo.

Di ordinovisti ce ne sono, tanti. Oggi, forse più di quando potevano ancora organizzarsi ed esprimersi liberamente.

[1]Nel corso della sua requisitoria il P.M. dott. Vincenzo Pochettino motiverà la sua richiesta di condanna con il fatto che il M.P. Ordine Nuovo di Torino rappresentava "...un pericolo di pericolo..." per le istituzioni; che il "documento" arbitrariamente attribuito a Salvatore Francia non aveva importanza non fosse stato trovato nel corso delle 1.500 perquisizioni ordinate dal G.I. dott. Luciano Violante, perchè "comunque" era sicuro che il Francia ne fosse venuto a conoscenza e ne avesse fatto uso, affermazioni assolutamente campate in aria, non supportate non solo da prove o testimonianze, ma neanche da indizi...! Inutile sottolineare che nessun Tribunale, che non fosse brutalmente condizionato politicamente, avrebbe potuto accettare di costruire un processo per "cospirazione politica mediante associazione", sulla base della fotocopia di un "documento" anonimo giunto in forma anonima -secondo le sue affermazioni- al sindaco comunista di Torino dott. Diego Novelli, che non ha neppure saputo indicare da quale località gli sarebbe stato spedito... Il perito calligrafo del Tribunale, Aurelio Ghio -che qualche anno più tardi sarà processato e condannato per una sua falsa perizia nella vicenda relativa al "Corvo" di Palermo- stilerà una sconclusionata "perizia" ad usum delphini (sempre su una fotocopia...) che...confermerà quanto doveva confermare...




FOTOGRAFIA INEDITA IN ANTEPRIMA ASSOLUTA: la prova del
pericoloso "campeggio paramilitare" dell'agosto 1972 sui ruderi
del forte Pramand in Valle di Susa. Nella foto, da sinistra a destra:
Giuseppe Stasi - Alberto Isoardi - Adriana Pontecorvo - Vittorio Ambrosini - Bruna Mura - Piero Gibbin - Salvatore Francia
Da sottolineare il fatto che Bruna Mura, amica di Adriana, non si era mai interessata di politica e non aveva mai messo piede nella sede di Ordine Nuovo.
Le condanne, pesantissime,  saranno per "cospirazione politica". Violante, giudice istruttore, farà una rapida carriera politica, che lo porterà fino a ricoprire la terza carica dello Stato: Presidente della Camera dei Deputati. Sulla pelle di persone contro le quali non nutriva senso di giustizia, ma odio di parte. 

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