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"Non è mai morto
ciò che è eterno"

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MELTING POT GIUDIZIARIO
5 marzo 2008
 


Guido Salvini



Annotazioni sul

"Procedimento penale nei confronti di Azzi Nico ed altri" e sulla sentenza-ordinanza del Giudice Istruttore presso il Tribunale Civile e Penale di Milano, dr. Guido Salvini.

Questa sentenza-ordinanza si riferisce alle imputazioni a carico di:

Azzi Nico, Rognoni Giancarlo, Marzorati Mauro, De Min Francesco, Battiston Pietro, Signorelli Paolo, Calore Sergio, Siciliano Martino, Cannata Giambattista, De Eccher Cristano, Ricci Mario, Fachini Massimiliano, Giannettini Guido, Delle Chiaie Stefano, Maletti Gianadelio, Romagnoli Sandro, D'Ovidio Giancarlo, Osmani Guelfo, Santoro Michele, Gelli Licio, Palotto Roberto, Izzo Angelo, Digilio Carlo, Donati Franco, Di Lorenzo Cinzia, Malcangi Ettore.

Persone appartenenti ad organizzazioni politiche non aventi relazione alcuna l'una con l'altra, a volte rappresentanti solo sé stesse, oltre ad emarginati e delinquenti comuni che, in nessuna occasione hanno avuto un qualsiasi ruolo politico, rappresentanti di organizzazioni "istituzionali" che avevano il compito fin troppo evidente non di "proteggere" ma di "strumentalizzare" o di tentare di strumentalizzare elementi e gruppuscoli extra-parlamentari genericamente collocabili nell'area politica della cosiddetta destra estrema, mettendo in essere continui tentativi di infiltrazione, di intossicazione, di provocazione, seguendo uno schema che possiamo definire classico.

Persone e gruppi non legati da un progetto politico comune anzi, il più delle volte, in aperto e ben noto contrasto fra loro.

Anche questa "inchiesta", durata complessivamente circa dieci anni, non si é limitata a fare altro che "rimasticare" luoghi comuni, vecchie tesi tanto care alla sinistra parlamentare ed extra-parlamentare, vecchi articoli di giornali costituenti -come tantissimi sommari superficiali rapporti dei nuclei investigativi di Polizia e Carabinieri- materia per la costituzione di "banche dati" ampiamente utilizzate dal dr. Salvini e dai suoi collaboratori.

Queste note non intendono entrare nel merito delle accuse di responsabilità penali rivolte agli indagati per i singoli episodi di violenza politica, accuse che -se saranno dimostrate in sede processuale- investiranno unicamente i singoli personaggi ed eventualmente i relativi gruppi di appartenenza: diciamo "eventualmente" perché non é mai esistita alcuna organizzazione "politica" appartenente alla cosiddetta destra estrema politica, che abbia mai teorizzato e pianificato l'impiego della violenza armata e terroristica quale metodo per il conseguimento delle proprie finalità.

É assolutamente arbitrario, continua ad essere assolutamente arbitrario, il voler dimostrare ad ogni costo l'assioma che vorrebbe i diversi movimenti politici extra-parlamentari di destra -ed adottiamo anche noi, impropriamente, questa definizione che non ha alcun riferimento con la realtà dei contenuti dottrinari e politici dei movimenti più rappresentativi, solo con lo scopo di essere meglio compresi- come un tutto unico inquadrato in un unico progetto "eversivo", ubbidiente ad un unico vertice politico, legato da un medesimo programma strategico, tattico ed operativo.

Ancora una volta si deve rilevare come questa sia stata una tesi -assolutamente irreale- cara agli ambienti della sinistra d'ogni tipo, di cui molti magistrati e giornalisti sono stati e sono vessilliferi, in comunità di intenti con gli ambienti istituzionali preposti alla sistematica messa in opera della strategia della tensione, non solo nel quadro di un ben definito programma operativo nato negli ambienti della N.A.T.O. e della C.I.A., ma anche con la finalità di consolidare il proprio potere politico, apparati istituzionali a loro volta travolti nel momento stesso in cui é venuta meno la finalità ultima che ha motivato la strategia della tensione, in Italia, in Europa, nel mondo: la distruzione dell'U.R.S.S. .

In Italia, il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, solo apparentemente travagliato, in realtà conferma la volontà di dominio dell'alta finanza e delle multinazionali che vedono nel Nuovo Ordine Mondiale e nel mercato unico che si vorrebbe realizzare, la realizzazione dei loro progetti di sfruttamento al meglio delle risorse naturali ed umane di tutto il pianeta. Fra gli aspetti più significativi di questo progetto vediamo la travolgente imposizione delle "privatizzazioni", a detrimento della protezione del lavoro di quanti operano nelle industrie "nazionali" e della stessa concezione dello Stato sociale, vediamo il prepotere del sistema bancario sull’economia e l'entrata delle banche stesse nello stesso sistema industriale nazionale: l'economia planetaria deve soggiacere alla speculazione finanziaria internazionale. La cartina di tornasole della veridicità di queste affermazioni é rappresentata da una costatazione elementare quanto evidente: le Nazioni, fino a quando ne sarà consentita l'esistenza, diventano più ricche, ma la ricchezza la ritroviamo concentrata nelle mani di pochi gruppi finanziari (l'industriale puro tende a scomparire per assumere la veste del "finanziere": Agnelli e De Benedetti, fra i molti, sono gli esempi più rappresentativi), mentre le popolazioni vedono costantemente diminuire il loro potere di acquisto, vedono il proprio posto di lavoro sempre più a rischio, si vedono proporre -in alternativa alla perdita del posto di lavoro- una riduzione di stipendi e salari con l'aumento parallelo della produttività. Si vuole portare il mondo del lavoro dei Paesi economicamente più avanzati al livello dei cosiddetti P.V.S. (Paesi in Via di Sviluppo), quando non di quelli sottosviluppati del Terzo Mondo.

Il progetto non é quello di elevare le condizioni di vita delle popolazioni meno abbienti ma di abbassare il livello di vita dei Paesi più avanzati.

Da questa analisi si può facilmente comprendere quanto fosse importante per i piloti della "strategia della tensione" la distruzione non solo dell'U.R.S.S., ma di chiunque si opponesse -anche solo a livello ideologico e politico- al progetto di "mondializzazione" capitalista dell'intero pianeta.

Organizzazioni come il "Centro Studi Ordine Nuovo", quindi il "Centro Politico Ordine Nuovo" ed infine il "Movimento Politico Ordine Nuovo" furono assolutamente determinati ad opporsi a questo progetto.

Fu minacciata una massiccia opera di repressione, minaccia che -é il nostro parere- convinse Pino Rauti a realizzare l'operazione di rientro, di una parte del Centro Politico Ordine Nuovo, nel Movimento Sociale Italiano nell'autunno del 1969. Nella fase di realizzazione della repressione, quanti non accettarono il rientro nel M.S.I. continuarono il proprio itinerario politico nel Movimento Politico Ordine Nuovo, messo illegalmente fuori legge il 23 novembre del 1973, rendendo assurdamente esecutiva la sentenza di primo grado del 21 novembre 1973, emessa dal Tribunale di Roma.

L'assurdità della persecuzione non si limitò allo scioglimento del M.P. Ordine Nuovo, ma da allora é continuata con il peso di un rullo compressore, con l’implacabile criminalizzazione storica dell'originale fenomeno politico "Ordine Nuovo", prescindendo sempre e comunque dalla realtà dei suoi contenuti e del suo significato, prescindendo perfino dalla indiscutibile differenziazione delle tre fasi che ne contraddistinsero l'esistenza.

Il dr. Salvini, nonostante gli anni dedicati alla sua più che inaffidabile inchiesta, insiste nell'ignorare l'esistenza di quelle tre fasi non solo, ma definisce il gruppo "La Fenice" di Milano ed altri gruppuscoli come filiazioni dell'organizzazione "armata" di "Ordine Nuovo"; non solo, ma arriva al punto di ignorare che, sciolta la sua organizzazione il 23 novembre 1973, il M.P. "Ordine Nuovo" non ebbe più alcuna possibilità di "riorganizzarsi"; non solo, ma come già detto va ancora una volta ribadito che negli innumerevoli procedimenti penali intentati contro dirigenti e militanti del M.P. Ordine Nuovo, non é mai emersa alcuna responsabilità in ordine a fatti di grave violenza o di terrorismo.

Sono elementi che il dr. Salvini non poteva permettersi di ignorare.

Non risulta che dopo lo scioglimento un qualche ex militante del M.P.O.N. si sia reso responsabile di fatti di sangue ma, anche se le risultanze di cui disponiamo non corrispondessero a realtà, non é assolutamente lecito attribuire al M.P.O.N. responsabilità alcuna, né storica, né politica ed ancor meno penale.

Come già affermato, in nessun momento i quadri dirigenti del M.P.O.N. hanno pensato di proporre, elaborare e programmare la necessità dell'uso della violenza armata o terroristica: l'inesistenza di un qualche "documento" o di significativi episodi che dimostrino inequivocabilmente il contrario ne sono la prova.

Uno dei "testi chiave" del dr. Salvini é Vincenzo Vinciguerra, ergastolano che si é dichiarato responsabile della strage di Peteano, un piccolo insignificante pavido omuncolo che in nessun momento ha fatto parte di Ordine Nuovo.

Vinciguerra, nei suoi furibondi e sconclusionati attacchi a "Ordine Nuovo"[1], quando fa i nomi di alcuni "ordinovisti" -ma coinvolgendo nel suo odio viscerale tutti quanti ritennero per oltre vent'anni di farne parte- omette, con l'assenso complice ed interessato dei magistrati e giornalisti ai quali ha raccontato la sua verità, vale a dire il frutto delle sue solitarie elucubrazioni, di dire che i personaggi da lui indicati cessarono la propria militanza in Ordine Nuovo nel novembre del 1969, vale a dire nel momento in cui Rauti trascinò nell'avventura missina una parte del Centro Politico Ordine Nuovo.

Vinciguerra, almeno nel periodo della sua latitanza spagnola, si dedicava all'archivio di ritagli di giornali per conto di Stefano Delle Chiaie

Crediamo non si possa escludere, proprio basandoci sugli scritti del Vinciguerra, che lo stesso si sia costituito ed abbia deciso di "collaborare" per uscire dall'assoluto anonimato della sua grigia esistenza. La sua versione sugli anni in cui più virulenta é stata la "strategia della tensione", non manca di valide considerazioni e di lucide intuizioni, ma deve dirsi che la sua esperienza politica si limita, appunto, a quella dell'archivista. Le sue esperienze in Italia, che si limitano all'esecuzione di alcuni attentati fra i quali, gravissimo, quello di Peteano, e l'ancora inspiegabile assurdo tentativo di dirottamento di Ronchi dei Legionari, non ne fanno un "militante politico". Vinciguerra, per sua stessa ammissione, ha agito sempre di sua iniziativa nell'esecuzione degli attentati dei quali si é dichiarato responsabile, ma nella sua ricostruzione a posteriori della strategia della tensione, coinvolge altre persone -guarda caso tutto Ordine Nuovo- semplicemente accusandole di collusione con l'operato dei servizi segreti, dell'Arma dei Carabinieri, di ufficiali delle Forze Armate.

Vinciguerra risulta essere un infame, consapevole bugiardo, laddove ripetutamente afferma che Ordine Nuovo (tout court) é stato sempre un’emanazione dei servizi segreti italiani, che a loro volta collaboravano con i servizi segreti americani ed atlantici, nell'opera di stabilizzazione del regime democratico ed antifascista in Italia.

Non sappiamo cosa abbia fatto Vinciguerra in Cile ed in Argentina, né come e perché la sua personale vicenda esistenziale lo portò in quei lontani Paesi, dove per sua formale ammissione ebbe rapporti con esponenti istituzionali, con possibilità di movimento -anche in condizioni di difficoltà- certo non disponibili ad un qualsiasi esule o rifugiato.

Una cosa pensiamo di poterla affermare: Vinciguerra non ha mai ricoperto alcun incarico di rilievo in nessuna organizzazione politica, ma ha sempre vissuto all'ombra dei suoi protettori del momento, non foss'altro che per ovvie necessità di sopravvivenza, visto che l'individuo in questione crediamo non abbia mai lavorato in vita sua, per guadagnarsi la classica pagnotta.

Vinciguerra, inoltre, pecca di inammissibili omissioni quando parla dei contatti avuti nel periodo della sua latitanza all'estero, direttamente all'ombra dei suoi protettori.

Vinciguerra non spiega per quale oscura ragione é stato proprio Ordine Nuovo, nella sua ultima fase di Movimento Politico, ad essere condannato e disciolto, ad essere ferocemente perseguitato nelle persone dei suoi dirigenti e militanti: seguendo la logica di Vinciguerra come bisognerebbe valutare questa circostanza?

Vinciguerra fa propria la versione dell'antifascismo italiano ed internazionale, secondo il quale se nessun reato penalmente perseguibile, riconducibile a gravi episodi di violenza, é stato perché Ordine Nuovo godeva di protezioni istituzionali e non per la ragione molto più semplice di essere stato ingiustamente accusato e quindi doverosamente prosciolto nelle persone dei suoi dirigenti e militanti.

Vinciguerra, un individuo fisicamente sudicio, un individuo che non aveva l'abitudine di lavarsi, che nascondeva sotto il letto calze luride e mutande sporche di merda, un individuo che qualcuno difendeva -supponiamo in buona fede- che era sporco perché allergico all'acqua, un individuo che qualcuno, a Barcellona, aveva definito el escarabajo (lo scarafaggio), un individuo -spocchioso nella sua meschinità e dallo sguardo sfuggente- che protestava il suo risentimento per non essere stato salutato con la dovuta cortesia da persone che non sapevano neppure chi diavolo fosse.

Un individuo che, pur ribadendo la sua amicizia a Stefano Delle Chiaie, finisce con il sottoporlo a pesanti critiche, a significative insinuazioni, quando senza il continuo fraterno sostegno di Delle Chiaie, Vinciguerra non avrebbe saputo affrontare la latitanza neppure per pochi giorni!

Vinciguerra ha risolto il suo problema esistenziale costituendosi ed é lecido credere che questa decisione sia stata presa in assenza di alternative che gli consentissero di sopravvivere: non é da tutti trovare un lavoro, inventarsi una qualsiasi attività legale ed onesta, nella condizione del latitante, specialmente per chi non ha né arte né parte, né formazione culturale che non sia quella di una raffazzonata quanto superficiale preparazione autodidatta.

Secondo Vinciguerra nessuno al mondo é degno della sua stima e della sua fiducia: ovunque abbia avuto la possibilità di vivere non ha conosciuto e frequentato che canaglie, opportunisti, traditori, rinnegati e venduti al nemico...!

Vinciguerra, fino al momento della scelta del collaborazionismo, non era certamente conosciuto non foss'altro che per essere l'autore di un volantino, oratore in una conferenza o un convegno, partecipante ad un qualsiasi forma di dibattito: era conosciuto unicamente come un assassino, anche se ha l'ardire di definire la strage di Peteano un "atto di guerra contro lo Stato ed i suoi rappresentanti". Quale guerra?! Le guerre, anche quelle rivoluzionarie, vanno dichiarate, vanno proclamate, devono fare riferimento ad un progetto politico, per quanto demenziale possa essere; le guerre hanno bisogno di strutture fatte di uomini, non di un singolo omuncolo che, al massimo, può motivare il proprio gesto come un atto di protesta anarchica. Qualifica, questa, che non ha certamente pensato di attribuirsi, perdendo così l'unica possibilità che aveva di nobilitarsi.

Rifiuta sdegnoso di essere considerato un pentito: quale definizione attribuirgli quando rinnega tutto il suo passato, le sue esperienze, le sue amicizie, le sue frequentazioni, le idee professate? Cosa manca, nel comportamento di Vinciguerra perché si possa parlare di pentimento?

Consideriamo troppo comodo, anche nel caso che la decisione sia il frutto di una scelta travagliata, partecipare in prima o per interposta persona ad una qualsiasi iniziativa, esserne convinto fino al punto di uccidere altri uomini, sguazzare nel fango -stando alle sue asserzioni- per poi tirarsene fuori e coprire di colpe ignobili quanti -a torto o a ragione- hanno ritenuto di non operare le sue stesse scelte.

Assolutamente legittima la sua scelta, é stata una sua scelta, ma non può pensare che questa sua decisione possa non essere sottoposta a censura morale, ad una richiesta di assunzione di responsabilità. Ma...quali assunzioni di responsabilità si possono chiedere ad un ergastolano? Querelarlo per diffamazione? Richiedere un risarcimento dei danni? Non sarebbe altro che una perdita di tempo che potrebbe durare anche vent'anni, dando alimento ai magistrati ed agli scribacchini di regime che avrebbero buon gioco nel parlare di "faide".

Intervenire in altri modi? In quali modi...quando alle dichiarazioni di Vinciguerra viene riservato tutto lo spazio che il regime ritiene necessario, mentre a chi potrebbe confutarle viene negato il confronto?!

In Italia sono una routine politica e giudiziaria i processi intentati a chi va controcorrente senza che questi possano disporre di un avvocato: sono processi che si celebrano con la sola presenza di una infinità di pubblici accusatori e dei giudici. Nessuna presenza della difesa, nessuna possibilità per la difesa. Le sentenze del sistema-regime sono definitive, le condanne sono definitive: per la legge e per la storia.

Vinciguerra attacca Ordine Nuovo? Magistratura e stampa di regime rincarano la dose: si é finalmente avuta la conferma su chi é stato il responsabile di tutte le malefatte stragiste d'Italia...cosa importa se Ordine Nuovo non esiste più dal 23 novembre del 1973? Non é forse questa una buona ragione per spingere l'attacco fino in fondo? Tanto...chi potrebbe confutare le dichiarazioni di un testimone come Vinciguerra? Testimone? Ma quanto dichiara Vinciguerra altro non é se non il frutto di sue personali elucubrazioni o il ripetere -con l'aggiunta di una buona dose di fantasia- il sentito dire di altri detenuti che avrebbero raccolto le confidenze di qualcuno che avrebbe sentito...

Possiamo davvero sperare con Tacito che "Con l'attesa e con il tempo le falsità sfumano"

Per quanto riguarda il dr. Salvini possiamo dire che anch'egli é caduto dove altri -prima di lui e con la stessa tenacia- sono sprofondati: partire da una tesi precostituita e ricondurre fatti e testimonianze all'interno di quella tesi, a sua dimostrazione. Erano inevitabili le tremende forzature emerse, a partire dal collocare l'insieme degli imputati nell'area politica a suo tempo dominata da Ordine Nuovo.

Se é vero che Giancarlo Rognoni e qualcun altro avevano fatto parte del Centro Studi e del Centro Politico Ordine Nuovo di Rauti poi entrati nel M.S.I. di Almirante, é assolutamente falso che tali personaggi abbiano mai fatto parte del Movimento Politico Ordine Nuovo.

Il gruppo milanese La Fenice fu una creatura di Rognoni: é vero che c'é stato un tempo in cui Rognoni asseriva di essere un ordinovista, ma quando gli fu personalmente contestata questa sua collocazione politica, egli rispose che era "ordinovista in quanto evoliano"...

Ancora una volta occorre ribadire che non si può sostenere l'esistenza di comunità di intenti fra elementi di Avanguardia Nazionale ed il Movimento Politico Ordine Nuovo.

É proprio questo voler sostenere tesi precostituite il maggiore ostacolo nella ricerca della verità: si possono istruire processi, si possono formulare accuse più o meno fantasiose, ma inevitabilmente si giungerà a dover assolvere gli imputati, si dovrà giungere a vanificare il lavoro degli organi inquirenti e della magistratura: non é forse questo il più consacrato metodo di depistaggio?

L'unico risultato ottenuto ed ottenibile é perseverare nella distruzione di tante esistenze.



[1]Vincenzo Vinciguerra, Ergastolo per la libertà - Verso la verità sulla strategia della tensione, Arnaud Editore, Firenze 1989

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