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"Non è mai morto
ciò che è eterno"

POLITICA
TRENT'ANNI SON PASSATI
18 febbraio 2008

 

Giorgio Almirante

Accadeva trent’anni or sono

Un movimento politico come Ordine Nuovo, coerentemente con i propri principi, con la propria impostazione ideologica e politica, non poteva assolutamente correre il rischio di trovarsi coinvolto in un progetto che tendeva a consolidare il Regime partitocratico- a nome e per conto di interessi estranei, conseguenti alle divisioni imposte da Jalta. Non ci voleva molto per capire che non era -né avrebbe potuto esserlo- la destra eversiva e golpista (quella definita "fascista") ad avere infiltrato lo Stato nelle sue strutture nazionali e sovranazionali, ma era molto più credibile che fossero state queste a tentare di infiltrare -qualche volta riuscendoci- certe organizzazioni della destra, spesso servendosi di cani sciolti opportunamente addomesticati, usati, strumentalizzati, sempre facendo leva su certi contenuti proprî ad una certa destra, che in seguito si sarebbe manifestata apertamente con Alleanza Nazionale e Forza Italia: difesa dello Stato tout-court prescindendo dal tipo di sistema politico che regge lo Stato stesso, difesa dell'ordine tout-court non avendo rilevanza di quale ordine si potesse trattare, difesa degli interessi nazionali confusi con la difesa degli interessi di una oligarchia economico-finanziaria sempre più coinvolta nella spirale dell'alta finanza internazionale mondialista ed infine, aspetto fondamentale, un anticomunismo cieco e viscerale che ben poteva reggere il confronto con l'antifascismo che condizionava e purtroppo continua a condizionare lo schieramento di sinistra.

Ad una certa destra, tuttavia, sono consentite deviazioni fasciste (sia pure di facciata) a condizione che le stesse siano anticomuniste ed organizzate in formazioni politiche controllabili, come in effetti é stato il Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale di Almirante ed ancor più con Alleanza Nazionale-Forza Italia.

Nessuna ipotesi di sopravvivenza doveva e poteva essere prevista per quelle organizzazioni operanti, a destra, fuori dell'ambito M.S.I.-D.N. : prescindendo dal fatto sostanziale che la cosiddetta destra estrema o radicale ha sempre rifiutato e continua a rifiutare una simile collocazione.

Il progetto é diventato realtà dopo un inesorabile quanto pesantissimo processo repressivo che ha visto coalizzati il potere politico, quello economico, quello giudiziario, quello dei mezzi di comunicazione di massa, quello delle forze dell'ordine.

Ha affermato il dott. Carlo Amati della Terza sezione della Corte di Assise di Roma nel motivare - il 28 maggio '78 - la sentenza assolutoria dei dirigenti di Lotta Continua, processati per un volantino ritenuto oltraggioso del Governo: "Nel sistema vigente di diritto di libertà di pensiero, di critica e di dissenso è, e deve essere, garantito a tutti, anche a coloro che siano e si proclamino ostili alla Costituzione Repubblicana e all'ordine costituito, li rifiutino e operino, in campo ideologico, per sovvertirli: il giorno in cui il diritto di cui si parla fosse negato anche al più sparuto gruppo di opposizione o, al limite, ad un solo individuo isolato, per obbrobriose che fossero le opinioni degli stessi professate, la libertà di tutti sarebbe ferita e il regime di democrazia avrebbe già lasciato il posto ad una soffocante tirannide da aversi per inaccettabile pur se fondata sul consenso di una schiacciante maggioranza."...sempre più spesso le strade e le piazze del paese e le scuole di ogni ordine e grado sono lasciate in balia di gruppi organizzati di fanatici e facinorosi quasi mai adeguatamente fronteggiati da pubbliche autorità imbelli e incapaci, e normalmente giustificati, sulla base di concezioni sociologiche e psicologiche d'accatto, da personaggi e movimenti in varia guisa interessati a destabilizzare il regime vigente"..."il rifiuto ostinato della classe dirigente di gestire lo Stato secondo la fondamentale regola del sistema liberale - scrivono i giudici - ha portato oggi in Italia al coagularsi di schieramenti politici maggioritari compositi, variopinti ed abnormi e, soprattutto, elefantiaci (i quali, fra l'altro, disdegnano di autodefinirsi maggioranza, preferendo chiamarsi con circonlocuzioni assurde: il ruolo dell'opposizione, conseguentemente, è stato assunto da movimenti e partitini, divisi fra loro, che elettoralmente rappresentano una quota ridottissima del popolo"..."La prova evidente dei pericoli - prosegue la sentenza - ai quali sono esposte nel presente momento (a causa del venir meno di quel presidio della democrazia che è costituito dalla equilibrata contrapposizione fra maggioranza e minoranza) le fondamentali libertà civili si ricava dal fatto che per la prima volta nella storia della Repubblica e, a quanto consta, per la prima volta dall'unità d'Italia, il supremo organo collegiale rappresentativo e deliberativo di un partito politico, fra l'altro presente in Parlamento, è stato portato davanti ad un organo giurisdizionale per rispondere, nelle persone di tutti i suoi componenti, di un comportamento consistito nell'aver mosso critiche al governo e al suo operato".

Purtroppo occorre obiettare su un punto di questa sentenza, relativamente ad una omissione.

Non é stata la prima volta "...nella storia della Repubblica e, a quanto consta, per la prima volta dall'unità d'Italia, il supremo organo collegiale rappresentativo e deliberativo di un partito politico,....è stato portato davanti ad un organo giurisdizionale...".

Due pesi e due misure per la Magistratura?

Pressioni politiche?

Discriminazione?

Quello di cui occorreva tener conto era come potevano reagire i giovani, e non solo loro, a questa realtà discriminatoria e repressiva.

L'Italia democratica, o post-democratica, è il Paese in cui si é potuto e si può facilmente finire in galera, senza diritto alla libertà provvisoria, per il semplice fatto di alzare un braccio con la mano tesa invece che serrata in un pugno, o ancor più semplicemente rivendicando -a torto o a ragione- l'orgoglio e la libertà di poter mantenere la propria identità ideologica o nazionale.

C'erano e ci sono tanti giovanissimi che salutavano e salutano romanamente non perché siano o si sentano fascisti (spesso conoscendo poco o nulla del fascismo, o conoscendone l'immagine datane dall'antifascismo): lo fanno semplicemente per coerenza con il loro istinto ribelle, con l'istinto, il coraggio e la volontà di andare controcorrente, quasi a rivendicare il loro diritto a vivere e a salutarsi come meglio credono.

Sono stati discriminatori i cartelli e gli striscioni "Fuori i fascisti dalle scuole", "Fuori i fascisti dalle università", "Fuori i fascisti dalle fabbriche": naturalmente intendendo per fascisti quanti non manifestavano la loro solidarietà con le tesi e le metodologie marxiste, quanti intendevano difendere il loro diritto a studiare e a lavorare.

Da un'analisi degli avvenimenti che hanno visto il M.P. Ordine Nuovo protagonista, emerge legittimo il dubbio che il movimento sia stato messo fuori legge non perché fascista ma perché non aprioristicamente anticomunista ed in quanto tale non disponibile ad essere usato e strumentalizzato nella strategia della tensione.

Con il diretto interessamento di Almirante presso Taviani.

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